gio. Giu 27th, 2019

Indagini sul crollo del Morandi.Renzo Piano “Ho donato a Genova il progetto per sostituire il Morandi”

La Guardia di finanza ha eseguito il decreto di sequestro emesso dalla procura di Genova che riguarda tutta la documentazione relativa al ponte Morandi dopo il crollo avvenuto lo scorso 14 agosto provocando la morte di 43 persone.

Intanto l’Espresso anticipa una lettera datata 28 febbraio 2018, nella quale il direttore delle manutenzioni di Autostrade, Michele Donferri Mitelli, metteva in guardia il Ministero e il Provveditorato sui rischi per la sicurezza legati al ritardo dell’approvazione del progetto esecutivo di rinforzo del ponte. In particolare si chiedeva di accelerare l’iter proprio per garantire “l’incremento di sicurezza necessario sul viadotto Polcevera”.

La lettera inviata al ministero delle Infrastrutture dalla società autostrade, non era “d’allarme” ma serviva a spingere per l’approvazione del progetto che avrebbe portato delle migliorie strutturali al viadotto Polcevera, definendo fuorviante un’interpretazione allarmistica la situazione del ponte.

Tra i documenti acquisiti dalla Gdf, c’è anche la relazione degli anni ’80 dello stesso progettista Riccardo Morandi in cui si diceva stupito del degrado dei materiali: ” Una relazione corposa che sarà anche utile per mettere un punto nello spazio e nel tempo dell’esame della struttura”.

Gli altri documenti prelevati prendono in considerazione tutto il piano degli interventi fatti di manutenzione ordinaria e straordinaria nel corso degli anni precedenti ,cercando di ricostruire e mettere a posto ogni parte di un quadro generale che oggi vede il ponte in parte distrutto.

Il ministro dei trasporti Danilo Toninelli  su twitter dichiara di esse ben contento che venga fatta chiarezza su quanto sia successo in passato e si rende disponibile all’autorità che stanno indagando sul crollo del Ponte Morandi

Notizia di poche ora fa vede l’istituto di credito Intesa Sanpaolo a cancellare i mutui nella zona rossa colpita dal crollo del ponte Morandi e a supportare con altri interventi le famiglie e le imprese della zona rossa, stanziando un plafond di 4,5 milioni per la ”remissione unilaterale dei mutui prima casa” per tutti quegli immobili che verranno dichiarati inagibili.

Anche Autostrade per l’Italia, dopo i contributi versati per le primissime necessità alle famiglie costrette a lasciare la propria abitazione subito dopo il crollo e i primi interventi a favore di commercianti, artigiani e imprenditori che svolgono la propria attività nella Zona Rossa, ha iniziato i rimborsi delle rate dei mutui a favore dei cittadini genovesi residenti nella Zona Rossa. La società ha precisato che al momento circa 30 famiglie si sono rivolte per questo motivo ai due Punti di contatto del Centro Sociale Buranello e la scuola Caffaro.

Tra le varie ipotesi, quella più accreditata come possibile causa del crollo del ponte “Una bolla d’aria all’interno del tirante di calcestruzzo che avrebbe corroso e arrugginito i cavi di acciaio all’interno dello strallo”. Il difetto sarebbe sorto durante la fase di “iniezione” del cemento che ingloba i cavi in acciaio. Inoltre, secondo le prime ricostruzioni, il lato che ha ceduto per primo è stato quello a sud.

Già negli anni ’80, lo stesso ingegnere Riccardo Morandi, in uno studio commissionato da Autostrade, aveva sottolineato corrosioni più sul lato mare che su quello monti. Una degradazione, scriveva Morandi, “più rapida di quello che ci si potesse aspettare”.

Potrebbe essere stato un attentato?

Il crollo del ponte Morandi a Genova potrebbe essere compatibile con la dinamica di un attentato eseguito utilizzando microcariche esplosive. A sostenere questa tesi è Enzo Siviero, ingegnere padovano, per anni docente allo Iuav di Venezia.

Quella dell’esperto, che dichiara di aver studiato per anni il ponte, è una tesi puramente accademica; ma afferma di esserci una probabilità di circa il 50% che quel viadotto sia crollato in questa maniera, in quanto il ponte è collassato troppo velocemente verso il basso non considerando in nessun modo quanto i pilastri che lo sorreggessero fossero robusti.

Autostrade e Fincantieri pronte a sedersi allo stesso tavolo?
Un primo, possibile incontro ci sarà nel pomeriggio di oggi, nella sede della Regione di piazza De Ferrari. Quando si ritroveranno, per discutere del futuro legato alla ricostruzione di Ponte Morandi, sia Autostrade sia Fincantieri.

L’occasione poterà alla presentazione del piano di demolizione e messa in sicurezza del ponte alle istituzioni genovesi. Al tavolo ci sarà anche l’amministratore delegato di Atlantia e Autostrade, Giovanni Castellucci.

Potrebbe non essere un caso che nel giorno in cui il vicepremier e leader del M5S, Luigi Di Maio, torni a insistere sul coinvolgimento di un «gioiello» pubblico come Fincantieri nella ricostruzione, dai vertici di Autostrade filtri una disponibilità ad un tavolo congiunto con il colosso navalmeccanico.

Da Autostrade è già arrivata la disponibilità a incontrare Renzo Piano, che vuole portare in dote a Genova l’idea di un nuovo ponte per la città .

<<Ho donato a Genova il progetto per sostituire il Morandi>>dichiara Renzo Piano.

<<Quarantatrè lampioni, uno per ogni vittima del crollo del ponte Morandi di Genova del 14 agosto. Steli altissimi che si illumineranno formando una vela e si accenderanno ogni notte per non dimenticare chi quella tragedia l’ha pagata con la vita mentre andava al lavoro, in vacanza o a fare acquisti. Una sorta di memoriale sospeso fra due sponde>>. È il ponte scaturito dalla creatività dell’archistar e senatore a vita Renzo Piano, 81 anni il 14 settembre, che nell’idea di ponte donata ieri alla sua Genova ha anche previsto l’intera riqualificazione dell’area.Idee donate gratuitamente alla sua città perché da quel 14 agosto non è riuscito a «pensare ad altro», perché la città ritrovi «orgoglio e riscatto». Un nuovo regalo, quello di Piano, che già aveva fatto la stessa cosa dopo la tragedia del crollo della Torre piloti. Un ponte che sia anche una «sintesi della genovesità».

La disponibilità di Aspi a ragionare con Fincantieri per la ricostruzione che potrebbe aprire un nuovo scenario.

«Il ponte lo deve costruire un’azienda di Stato, noi abbiamo un gioiello che si chiama Fincantieri che può essere sostenuta da Cdp. Per me è complicato andare a dire alle famiglie delle vittime che ricostruirà il ponte chi lo ha fatto cadere», ha ribadito fortemente ieri il vicepremier Di Maio,«il nostro obiettivo principale sul caso Autostrade è revocare le concessioni perché sono stati inadempienti».

 

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