dom. Apr 21st, 2019

Genova, la satira di Charlie Hebdo.

Ci sono tragedie sulle quali è inopportuno fare della satira.”

Il periodico francese di satira Charlie Hebdo ha dedicato la sua copertina numero 1361 alla recente cronaca e politica interna italiana associando l’immagine del crollo del ponte Morandi di Genova, all’attenzione del governo italiano al problema dell’immigrazione.

Nella vignetta, sullo sfondo del ponte crollato, accanto a un’auto distrutta dallo schianto,un lavoratore di origine africana ramazza polvere e detriti.

Il testo tradotto dal francese recita: “Costruito dagli italiani… pulito dai migranti”.

Non è la prima volta che Charlie Hebdo provoca il pubblico italiano fino a farlo indignare; ben due copertine vennero dedicate al sisma nel centro Italia di due anni fa, entrambe con chiari riferimenti al giro di denaro sporco per ciò che riguarda le infrastrutture italiane.

Molti non hanno condiviso ed apprezzato la vignetta intitolata «Sisma all’italiana» apparsa sul settimanale:

a sinistra un uomo insanguinato sotto la scritta «Penne al pomodoro», al centro una signora bruciacchiata o impolverata sotto la scritta «Penne gratinate»,e infine, a destra, quattro morti schiacciati fra strati di macerie e dunque posti sotto la scritta «Lasagne».

Dopo che  il web era stato invaso di commenti e accuse di insensibilità nei confronti del sisma in italia, che ha provocato quasi 300 morti, arriva la precisazione del giornale su Facebook con un altro disegno online: “Italiani, non è Charlie Hebdo che costruisce le vostre case, ma la Mafia”, si legge nella nuova vignetta.

Ma l’ironia del giornale francese non si era neanche fermata di fronte alla tragedia dell’Hotel Rigopiano nel 2017: “Italia, la neve è arrivata”.Una vignetta che ha causato lo sdegno e la rabbia di molte persone che hanno

affermato di non amare questa “libertà di espressione” e che questa non è assolutamente satira.

 

Nel gennaio del 2015, fu lo stesso giornale francese a pagare con la vita la tanto millantata Libertà di opinione.

Nell’attentato terroristico alla sede di Charlie Hebdo dove morirono 12 persone,la redazione venne attaccata da due jihadisti che spararono e uccisero il direttore della testata e diversi vignettisti.

Il movente dell’attentato era la pubblicazione di alcune vignette su Maometto.

“Abbiamo vendicato Maometto, abbiamo ucciso Charlie Hebdo” fu questa la rivendicazione di Al Qaeda.

 

La strage nella redazione di Charlie Hedbo, ha messo tutti d’accordo, o quasi, nell’etichettarsi dellafrase “Je suis Charlie“, con varie manifestazioni in giro nelle piazze, in segno di solidarietà per i giornalisti uccisi e nel nome della libertà di espressione del pensiero.

Ma la satira,anagramma di risata,portata avanti,da chi li ha definiti “I simpaticoni di Charlie Hebdo” non ha suscitato poi cosi tanta ilarità neanche negli stessi francesi.

 

Gli attentati terroristici di matrice islamica fondamentalista di Parigi del 13 novembre 2015,vennero compiuti da almeno dieci persone fra uomini e donne, affiliati o sostenitori di Al-Qaida,responsabili di tre esplosioni nei pressi dello stadio e di sei sparatorie in diversi luoghi pubblici della capitale francese, tra cui la più sanguinosa avvenne presso il teatro Bataclan.

I tragici attentati dove in totale persero la vita circa 130 francesi,non passaro di certo inosservati alla redazione del giornale satirico.

Nella copertina di Charlie Hebdo dello stesso periodo, lo sfondo è rosso e un ragazzo balla mentre beve champagne che zampilla dai fori dei proiettili su tutto il corpo.

La scritta recita: “Loro hanno le armi. Si fottano, noi abbiamo lo champagne”.

 

Per  Charlie Hebdo la satira  non risparmia nessuno. E’ satira proprio per questo, per la libertà assoluta che si dà. E anche per i rischi terribili a cui si espone.

Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Calendario

agosto: 2018
L M M G V S D
« Lug    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Meteo

ROMA WEATHER