dom. Apr 21st, 2019

Mercedes 300 SL “Gullwing” un icona di bellezza ed eleganza

300 SL un nome entrato nei cuori degli appassionati,conosciuta anche come “ali di gabbiano”

All’inizio, queste due lettere stanno per Super Leicht (super leggera) e identificano una piccola produzione di 11 auto da competizione realizzate nel 1952 (da qui il sessantesimo anniversario) e all’inizio del 1953. A partire dal 1954, la sigla prende il significato di Sport Leicht (sport leggera) con l’avvio della produzione in serie dei modelli 300 e 190 SL. Per coloro i quali non avessero molta dimestichezza con la giungla di sigle che da sempre caratterizza la gamma Mercedes-Benz, forniamo tre semplici parole: ali di gabbiano. Una definizione che indica le porte con apertura verso l’alto delle quali è dotata una delle più famose coupé di tutti i tempi: la Mercedes-Benz 300 SL, appunto.

La 300 SL coupé, internazionalmente nota come Gullwing (cioè Ali di gabbiano, in Italia) per la caratteristica apertura delle due portiere incernierate sopra il tetto, ereditò quindi il telaio a traliccio di tubi dalla “sorella” da gara, soluzione molto all’avanguardia all’epoca in cui venne presentata, ovvero il 6 febbraio 1954 al Salone di New York.
Esso consentiva una elevata rigidità torsionale, pur mantenendo un peso ridotto. La gabbia tubolare, con il suo sviluppo assai pronunciato lungo le fiancate, fu la causa che portò i progettisti ad ideare le famose portiere ad ala di gabbiano.
Questo telaio è stato in seguito “vestito” da una splendida carrozzeria coupé che ancor oggi suscita grande ammirazione. Il frontale, tipicamente Mercedes-Benz, appare però già più moderno rispetto al resto della produzione. Il corpo vettura è imparentato con la 300 SL da gara, rispetto alla quale si differenzia però per il cofano più lungo, il muso dal look più deciso, i caratteristici “baffi” sui passaruota e le prese d’aria sui parafanghi anteriori. Anche la coda, che apparentemente era la parte meno coinvolta nel restyling, è stata invece ridisegnata per conferire maggior dinamismo alla vista d’insieme della vettura. Alcune caratteristiche stilistiche utilizzate sulla 300SL sarebbero state rispolverate decenni dopo dalla stessa Mercedes-Benz per alcuni suoi nuovi modelli, come le due nervature longitudinali sul cofano anteriore, che vennero riprese nel 1997 anche sulla SLK prima serie.
La carrozzeria è in lamiera d’acciaio, ma ne furono realizzati anche 29 esemplari con carrozzeria in alluminio e destinati alle competizioni, che per la 300 SL W198 erano riservate solo a piloti privati. Inoltre è esistito anche un esemplare con carrozzeria in vetroresina.

La gabbia di tubi d’acciaio così creata pesa soltanto 50 kg e diviene la solida ossatura della vettura. Si presta particolare attenzione alla cellula centrale, che conferisce rigidità all’intera struttura. Tanto che, per arrivare a questo risultato, ci sono tubi intrecciati anche dove ci dovrebbero essere le porte. I carrozzieri di Unterturkheim e Sindelfingen producono un “vestito” in lega di alluminio e magnesio semplice e razionale. Il profilo, per l’epoca, è molto basso ma ciò che colpisce di più sono le fiancate completamente lisce, su cui sembra appena appoggiarsi il minuscolo padiglione. Non c’è traccia dei tagli per le porte. Questi, stranamente, si trovano sul tetto. Proprio così: le porte sono incernierate in alto e la loro particolare apertura le fa assomigliare a due bellissime… ali di gabbiano. E un nuovo mito spicca il volo. Sui primi esemplari costruiti, le porte delle 300 SL W 194 non scendono oltre la linea di cintura. All’epoca i regolamenti internazionali non specificavano il tipo delle porte da usare, ma in occasione della Mille Miglia del 1955 (prima gara affrontata da queste vetture) i commissari verificatori rimasero perplessi di fronte alle piccole aperture delle Mercedes, tanto che la Casa -a scanso di equivoci- decise di modificarle (allungandole fin sulle fiancate) prima della successiva competizione.

Dal punto di vista motoristico, la 300 SL Ali di gabbiano montava il propulsore 6 cilindri in linea di 3 litri di cilindrata M198, derivato da quello della Typ 300, seppur indirettamente. Tale motore è stato il primo ad utilizzare l’alimentazione ad iniezione su una vettura stradale. L’impianto di iniezione meccanica, in questo caso di tipo diretto, venne sviluppato in collaborazione con la Bosch.

La decisione definitiva, presa dal gran consiglio Mercedes-Benz, di riprendere con vigore l’attività sportiva risale al giugno 1951. In pochi mesi, sotto la supervisione dell’ingegnere Rudolf Uhlenhaut, nasce quindi la 300 SL “Super Licht” per affrontare un programma 1952 molto impegnativo. Il primo appuntamento da affrontare è fissato per il 3 e 4 maggio con la Mille Miglia. Per questa competizione sono designati tre equipaggi, su altrettante 300 SL W 194: Rudolf Caracciola/Peter Kurrle, Karl Kling/Hans Klenk ed Hermann Lang/Erwin Grupp. Solo quest’ultimo è costretto al ritiro per una rovinosa uscita di strada, mentre Kling conquista un promettente secondo posto assoluto dietro al vincitore Giovanni Bracco su Ferrari 250 S. Buon risultato anche per Caracciola/Kurrle, che concludono al quarto posto. “E’ stato il giorno in cui è iniziata la mia seconda giovinezza”, avrebbe dichiarato in seguito Alfred Neubauer, all’epoca direttore sportivo della MercedesBenz, ricordando l’impresa messa a segno alla prima Mille Miglia affrontata dalle neonate 300 SL.

BERNA
Il successivo impegno è rappresentato dal GP di Berna (8 maggio) riservato alle vetture Sport. Caracciola e Kling sono di nuovo al volante e, partiti dalla prima fila, mettono a segno una splendida doppietta. Il terzo pilota schierato è Lang, che però termina nelle retrovie. È quindi la volta della 24 Ore di Le Mans, che si disputa il 13 e 14 giugno. È ancora un successo. La vittoria della Mercedes-Benz 300 SL W 194 arriva per mano dei piloti Lang e Riess, seguiti dai compagni di squadra Theo Helfrich ed Helmut Niedermayr. Un’altra gara importante si disputa il 3 agosto con il Nurburgring Anniversary Grand Prix per vetture sport, concomitante con il GP di F1. Mercedes-Benz vi prende parte con quattro 300 SL W 194 trasformate in roadster. Sono quelle con i telai # 6, 7, 9 e 10, l’ultimo dei quali con passo accorciato da 2.400 a 2.200 mm. Al volante ci sono Theo Helfrich, Lang, Riess e Kling. È ancora un trionfo, con le quattro auto ai primi quattro posti: Lang è il vincitore seguito da Riess, Helfrich e Kling (attardato da una perdita d’olio). Nelle prove di questa gara vengono anche utilizzati motori sovralimentati, poi scartati per non essere sufficientemente redditizi.

CARRERA
La stagione si chiude in novembre con la traversata dell’Oceano per sbarcare finalmente in America, dove le Mercedes-Benz 300 SL affrontano gli oltre 3.000 chilometri della Carrera Panamericana. Questa volta gli eroi sono Kling e il co-pilota Hans Klenk. I due vincono la corsa nonostante un impatto contro un avvoltoio, mentre la vettura corre a oltre 200 km all’ora, che frantuma il parabrezza e trasforma il viso di Klenk in una maschera di sangue. Per il 1953, Rudolf Uhlenhaut appronta un nuovo prototipo della SL con carrozzeria in magnesio e telaio con il passo accorciato di 100 mm per favorire una migliore distribuzione dei pesi. Il motore, con basamento in alluminio, è dotato di iniezione diretta e raggiunge la potenza massima di 214 Cv. Con interventi su molti elementi, la vettura pesa quasi 90 kg meno delle precedenti W 194. Questo prototipo, soprannominato “pialla del falegname” per via del disegno del frontale, viene usato intensamente sui tracciati di Hockenheim, Monza e Solitude, dove fa segnare ottime prestazioni.

L’auto, però, non avrà un seguito produttivo. Per le gare riservate alle Sport, infatti, Mercedes-Benz deciderà di realizzare una vettura derivata direttamente dalla nascente F1. Terminata la stagione 1953, i programmi sportivi Mercedes-Benz si concentrano proprio sul ritorno nella massima serie previsto per il 1954. La carriera della 300 SL nelle competizioni prosegue quindi nel 1955 con le versioni W 198 di normale produzione. Queste si aggiudicheranno la propria categoria nella Mille Miglia, Werner Engel sarà Campione Europeo Turismo, Armando Zampiero sarà Campione Italiano Vetture Sport e Paul O’Shea vincerà l’American Sports Car Championship.

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