sab. Feb 16th, 2019

La Mamma di Bin Laden : Osama era un bravo ragazzo e frequentava l’università

 

Osama Bin Laden Frequentava assiduamente l’Università e amava sua madre

Un bravo figlio che amava la madre e a cui piaceva studiare, rovinato però all’università da persone che lo hanno portato sulla strada della radicalizzazione, fino a diventare la mente degli attacchi dell’11 settembre. E’ il ritratto che Alia Ghanem fa del figlio primogenito, Osama bin Laden, il ‘principe del terrore’ ucciso dalle forze speciali americane il 2 maggio 2011 ad Abbottabad in Pakistan.     “Era un bravissimo bambino fino a quando non ha incontrato delle persone che gli hanno fatto il lavaggio del cervello quando era un giovane ventenne”, ha raccontato al giornalista Martin Chulov del Guardian che l’ha intervistato in esclusiva, dopo aver avuto l’autorizzazione dalla leadership saudita. “Sono state le persone all’università che lo hanno cambiato, è diventato un uomo diverso”, ha aggiunto la madre, che vive a Gedda, “gli dicevo sempre di stare lontano da loro, e lui non avrebbe mai ammesso con me quello che stava facendo, perché mi amava così tanto”.

Tra coloro che lo traviarono, c’era Abdullah Azzam, un membro dei Fratelli Musulmani che successivamente venne esiliato dall’Arabia Saudita e diventò il consigliere spirituale di Osama. “Era molto retto, molto bravo a scuola, gli piaceva molto studiare”, ha continuato Ghanem, alla quale “non è mai passato per la testa” che potesse diventare un jihadista. Ma quando l’hanno scoperto, “eravamo molto turbati, non volevo che niente del genere accadesse. Perche’ ha buttato tutto all’aria così?”.     La madre si aggrappa in maniera acritica al ricordo del figlio amato, “sono passati 17 anni (dall’attacco alle Torri Gemelle) e lei continua a negare”, ha ammesso Hassan, un altro figlio. “Lo ha amato cosi’ tanto e si rifiuta di biasimarlo. Invece, incolpa quelli che stavano accanto a lui. Lei conosce solo il lato del bravo ragazzo, quello che tutti abbiamo visto, non è mai venuta a conoscenza del lato jihadista”.      Il fratellastro di Osama ha sentimenti contrastanti: “Sono molto orgoglioso di lui nel senso che era il mio fratello maggiore, mi ha insegnato molto. Ma non credo di essere orgoglioso di lui come uomo. E’ diventato una superstar a livello globale ed è stato tutto per niente”, ha spiegato, ricordando lo shock quando si diffuse la notizia dell’attacco a New York e la sensazione di “vergogna” provata da tutti i componenti della famiglia, consapevoli che avrebbero affrontato “orribili conseguenze” delle sue azioni. –

 

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